MIRAi PULVIRENTI

 

" Comincio a fare skateboarding all’età di 14/15 anni e immediatamente ne vengo rapito. Non esisteva Mtv, non esisteva internet, non esisteva la televisione con i canali americani. Tutto quello che si raggiungeva, e che usciva fuori dalle righe, lo si otteneva perché lo si era ricercato e fortemente voluto. Le influenze con i mondi limitrofi dei concerti hardcore, il rap, i graffiti, i rave, e con tutto quello che condivideva una attitudine fortemente “contro” ma anche divertita, son venute da sé in maniera naturale. Così come è venuto da sé quella ricerca spasmodica dello Stile, inteso non solo come mera estetica ma come vera espressione di un qualcosa da dire. Lo Stile era tutto, lo Stile era linguaggio. Ed era una lingua che tutti noi parlavamo. Per questo ero così attirato nel riprodurre fotograficamente l’atto dello skateboarding, perché potevo racchiudere in un solo fotogramma l’espressione a me più consona di Stile. Non penso infatti fosse un caso che le foto che facevo fossero apprezzate non solo dagli addetti del mestiere ma anche da tutti quelli che usavano lo Stile come un linguaggio espressivo. Oggi, fotografo e faccio il cameraman professionista, nonostante non faccia più skateboarding non riesco più a vedere il mondo senza questa attitudine. "