Sten e Lex

 

Sten e Lex sono i pionieri dello “stencil graffiti” in Italia. Iniziano l’attività a Roma nel 2001. I primi stencil raffigurano icone dei b-movies come Bruce Lee, il tenente Colombo, Dirty Harry. Di lì a poco la loro ricerca li porta a raffigurare volti anonimi di studenti ripresi dagli annuari dei college degli anni ‘60 e ‘70. Un percorso che tende a scrollarsi dalle spalle l’aurea Pop delle origini e a recuperare volti anonimi, senza la ripetizione che caratterizza la tecnica dello stencil. Uno stesso stencil non è stato mai ripetuto più volte, la matrice infatti ha potenzialità di ripetizione infinite ed il paradosso sta proprio nel non ripetere una stessa matrice più volte. Un filone parallelo è quello delle stampe e delle incisioni, Sten e Lex riprendono dettagli di francobolli, banconote ed illustrazioni del passato, come le illustrazioni di Gustave Dorè e le rendono monumentali, dipingendo su poster di grande formato, alti tre o quattro metri. La tecnica dello stencil appartiene alla famiglia delle tecniche incisorie, per questo motivo lo studio delle arti di stampa del passato è stato ed è ancora molto importante nel loro lavoro. Spesso tra le loro immagini vengono utilizzati elementi sacri ed ecclesiastici, il tono non è irriverente ma fa sempre parte di quel recupero dell’arte classica che viene riproposto attraverso una formalità soggettiva dei due artisti. La loro importanza in ambito internazionale è dovuta al fatto che sono stati i primi al mondo ad introdurre nella tecnica dello stencil l’utilizzo della mezza-tinta, i loro stencil sono composti da punti, pixel, e linee che compongono immagini di senso compiuto. Punti e linee che hanno letture diverse a seconda della distanza da cui si osserva l’immagine, che da vicino appare astratta, mentre allontanandosi si configura nella sua interezza ed appare sempre più realistica. La tecnica in questione è stata da loro stessi definita HOLE SCHOOL.